← Tutti gli articoli

Ascoltare un audiolibro è come leggere? Che cosa dice la ricerca e come usarlo con i bambini

Di La redazione di Readigo · 2026-04-26 · 8 min di lettura

In breve

Sì e no. L'audiolibro allena quello che succede dopo le parole: vocabolario, comprensione, attenzione a una storia lunga. Non allena la lettura delle parole: decifrarle, riconoscerle al volo, ricordare come si scrivono. Per un bambino della primaria è un'ottima aggiunta alla lettura ad alta voce di ogni giorno, non un sostituto. Se mentre ascolta segue il testo sul libro, le due cose si incontrano.

Perché i genitori se lo chiedono

Chi chiede se gli audiolibri valgono come lettura, di solito, o è preoccupato o spera in un sì. Preoccupato perché il figlio li ascolta ogni sera e un libro di carta non lo apre più. Speranzoso perché il figlio fa fatica a leggere, con le orecchie va molto meglio, e sarebbe bello che l'audiolibro valesse per il libro delle vacanze. A tutti e due si risponde allo stesso modo: dipende da che cosa vuoi far crescere. Leggere non è un'abilità sola. Ci sono la decifrazione (trasformare le lettere in suoni e parole), la scorrevolezza (decifrare abbastanza in fretta da seguire il senso), il vocabolario, le conoscenze sul mondo, la comprensione. L'audiolibro ne allena alcune e altre no. La domanda utile è quali parti fa crescere e quali hanno ancora bisogno degli occhi sulla pagina. Con quella risposta in mano, l'audiolibro si usa sapendo che cosa fa e che cosa no.

Esempio dall'app

Cosa sente l'app in un breve brano

La demo parte da sola. Il brano si illumina parola per parola, come fa l'app quando segue un bambino che legge ad alta voce, e rallenta dove chi legge inciampa. Il testo è in inglese, come oggi le storie di Readigo; quelle in italiano sono in arrivo.

In ascolto

Milo the fox found a red kite stuck high in the old oak tree, and he tugged until it came free.

Le parole difficili si segnano in arancione.

Decifrare e capire, secondo Willingham

Daniel Willingham, psicologo cognitivo all'Università della Virginia, ragiona a partire dalla «Simple View of Reading», un modello molto usato dai ricercatori: la comprensione di un testo scritto è il prodotto di due fattori, la decifrazione delle parole e la comprensione della lingua parlata, con il suo vocabolario, la sintassi, le inferenze. In un adulto che legge bene la decifrazione è così automatica che, quando legge in silenzio, tutto il lavoro avviene sul versante della comprensione. L'audiolibro salta la decifrazione e porta la lingua direttamente alla comprensione. Per questo, sostiene Willingham, un adulto che ascolta non bara: la mente fa più o meno lo stesso lavoro, e capire va fatto comunque. Bisogna conoscere le parole e seguire il filo. Si salta solo la parte che era già automatica. Con i bambini il discorso cambia. Un bambino che non decifra ancora in modo automatico riceve dall'audiolibro la parte di lingua e comprensione, ma non quella di decifrazione. L'audiolibro sostituisce la lettura solo in parte, e la parte che copre è proprio quella che i genitori tendono a sottovalutare. Le Linee guida ministeriali sui DSA del 2011, parlando dei ragazzi con dislessia alla scuola secondaria, dicono la stessa cosa nel linguaggio della scuola: «La decodifica, ossia la decifrazione del testo, e la sua comprensione sono processi cognitivi differenti e pertanto devono essere considerati separatamente nell'attività didattica».

Che cosa dicono gli studi sulla comprensione

In uno studio americano del 2016, molto citato, Beth Rogowsky, Barbara Calhoun e Paula Tallal hanno dato a 91 adulti la prefazione e un capitolo dello stesso libro di saggistica: a un gruppo come audiolibro, a uno come testo digitale, al terzo con testo e audio insieme. Subito dopo e a due settimane di distanza, tutti hanno fatto lo stesso test di comprensione, e tra i gruppi non è emersa nessuna differenza statisticamente significativa. Almeno negli adulti, quando la decifrazione è automatica, per capire conta poco se il testo entra dagli occhi o dalle orecchie. Con i bambini il quadro è più vario. Chi sta ancora imparando a leggere spesso capisce di più ascoltando che leggendo da solo, perché non spende energie per decifrare; man mano che la lettura diventa automatica, le due cose si avvicinano. In italiano le parole si decifrano presto, ma la scorrevolezza richiede anni: per questo un bambino di seconda segue una storia letta da te che da solo non saprebbe ancora leggere. Per un bambino con dislessia, che fa fatica proprio a decifrare, capire ascoltando può restare molto più facile che capire leggendo. Non a caso le Linee guida sui DSA ritengono più adatto, per lo studente con dislessia della secondaria, proporre i contenuti nuovi attraverso il canale orale piuttosto che attraverso lo scritto.

Dove l'audiolibro aiuta davvero

Il vocabolario. L'audiolibro porta parole che un bambino non sentirebbe in una conversazione e non troverebbe nei libri del suo livello. Un bambino di sette anni che legge da solo i libretti della Serie Bianca del Battello a Vapore non può leggere «Le avventure di Pinocchio» di Collodi, ma può seguirlo ascoltando, e raccogliere per strada decine di parole nuove. Ascoltare a lungo. Seguire una storia lunga vuol dire tenere a mente personaggi, intrecci e dettagli per ore. È lavoro vero, che tornerà utile alla comprensione. Chi non vuole leggere. Un bambino che odia i libri raramente odia le storie. L'audiolibro gli restituisce il piacere del racconto senza la fatica di decifrare, e a volte riapre la porta alla carta (se il rifiuto è forte, vedi mio figlio odia leggere). Con un DSA. Per chi decifrerà sempre con fatica, l'audiolibro è un modo per arrivare agli stessi contenuti dei compagni, mentre il lavoro sulla lettura va avanti a parte. La scuola italiana lo prevede: tra gli strumenti compensativi, che si scrivono nel piano didattico personalizzato (PDP), le Linee guida sui DSA citano «la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto», e per le lingue straniere anche gli audiolibri. Viaggi in macchina, sera, tempo senza schermo. L'audiolibro porta le storie dove un libro in mano non è pratico. È voce, non video: il telefono può restare a faccia in giù. In tutti questi casi le ore di ascolto non sono tempo perso: la testa lavora, anche se gli occhi non sono sulla pagina.

Dove l'audiolibro non basta

Altre abilità, invece, crescono solo con gli occhi sulla pagina, e alla primaria sono il cuore del lavoro. Decifrare. Ogni volta che un bambino unisce le sillabe di una parola, rafforza il legame tra lettere e suoni. L'audiolibro salta questo passaggio, e senza ripetizioni la lettura non diventa automatica. Riconoscere le parole al volo. Chi legge bene non ricompone ogni volta le parole che incontra spesso: le riconosce a colpo d'occhio, e ci arriva vedendole scritte tante volte. L'audiolibro arricchisce il vocabolario dell'orecchio, non questo riconoscimento visivo. L'ortografia. L'italiano si scrive quasi come si pronuncia, ma non del tutto. Chi ascolta soltanto non vede mai l'acca di «hanno», la Q di «quaderno» accanto alla C di «cuore», l'apostrofo di «un'amica» che manca in «un amico», l'accento di «perché». E le doppie, che al Nord si pronunciano più leggere, sulla pagina si vedono sempre. Rallentare e rileggere. Chi legge può fermarsi su una frase difficile, tornare indietro, pensarci. Chi ascolta tende a scivolare oltre i punti oscuri, perché per fermarsi deve premere pausa, e sui testi difficili la comprensione può risentirne. Niente di tutto questo rende l'audiolibro una cattiva idea: vuol dire solo che queste abilità si allenano leggendo.

Come usarli insieme

In pratica, dai 6 ai 12 anni, libro e audiolibro hanno compiti diversi. La lettura sulla pagina è l'allenamento di ogni giorno. Tuo figlio legge, ad alta voce o in silenzio, testi adatti alla sua classe: lì crescono decifrazione, scorrevolezza e riconoscimento delle parole. Quanti minuti, età per età, lo trovi nel post su quanti minuti al giorno leggere ad alta voce. Questa parte non si salta. L'audiolibro è per le storie più grandi e per certi momenti. Libri sopra il suo livello, i viaggi, la sera, le giornate in cui leggere pesa troppo. Quando si può, libro e audio insieme. Se tuo figlio segue il testo mentre ascolta, la voce gli mostra come suonano le frasi, e intanto gli occhi fanno il loro esercizio. Come sfruttarlo per l'espressione è nella guida alla lettura espressiva. Molte biblioteche prestano audiolibri, anche in digitale. Parlatene. Di un audiolibro si parla come di un libro letto: che cosa è successo, che cosa ti è piaciuto. L'ascolto aiuta la comprensione solo se il bambino segue davvero, e una chiacchierata è il modo più semplice per accorgersene. Con la scuola, chiedi. Se la maestra assegna un libro per le letture estive, chiedi se va letto sulla carta o se l'audiolibro può affiancarlo. Il tempo d'ascolto vale anche se non finisce sulla scheda del libro.

La parte che l'audiolibro non tocca

Leggere ad alta voce mentre qualcuno ascolta e aiuta a correggere gli errori è uno degli esercizi per la scorrevolezza più studiati: secondo il National Reading Panel americano, se ripetuto e guidato, migliora il riconoscimento delle parole, la scorrevolezza e la comprensione. Con l'audiolibro succede il contrario, perché il bambino ascolta e non legge. Una famiglia che punta molto sugli audiolibri può ritrovarsi con un figlio che ha un vocabolario ricco, capisce bene e legge ad alta voce in modo sorprendentemente stentato: lettere e suoni hanno avuto poche ripetizioni. Readigo ribalta lo schema dell'audiolibro: lì è il bambino a leggere, e ad ascoltare è l'app. Si usa su iPhone e iPad, con bambini tra i 6 e i 12 anni: tuo figlio legge ad alta voce una storia in inglese, il draghetto Igo lo ascolta, e dopo ogni frase arriva un punteggio, con le parole lette male o saltate segnate. Le parole su cui ha inciampato vengono messe da parte, da riprendere la volta dopo, e tu le ritrovi nell'app, quando vuoi. Per ora l'app è in inglese, storie comprese; l'italiano è in arrivo. Per la lettura ad alta voce in italiano restano quindi il libro di carta e tu che ascolti; e se in italiano leggere gli costa ancora molto, senti la maestra prima di aggiungere l'inglese. Come funziona. Readigo non è uno strumento diagnostico né riabilitativo; per un dubbio rivolgiti al pediatra, a un logopedista o al servizio di neuropsichiatria infantile.

In sintesi

L'audiolibro è lettura vera per tutto quello che succede dopo la decifrazione: comprensione, vocabolario, ascolto lungo, il piacere delle storie. Non lo è per quello che succede nella decifrazione: riconoscere le parole al volo, leggere ad alta voce in modo scorrevole, scrivere senza errori. Queste abilità hanno bisogno degli occhi sulla pagina e, meglio ancora, di una voce che legge con qualcuno accanto. Usalo pure, in macchina, la sera, nei viaggi lunghi: fa un lavoro vero. Ma tieni ogni giorno qualche minuto in cui tuo figlio legge ad alta voce e qualcuno lo ascolta, perché quel lavoro un audiolibro non può farlo.

Fonti

Domande frequenti

  • Gli audiolibri valgono come lettura?

    In parte. Fanno crescere vocabolario, comprensione e piacere per le storie, come un libro letto. Non allenano la lettura delle parole, cioè decifrarle, riconoscerle al volo e ricordarne l'ortografia. Per un bambino della primaria si affiancano alla lettura ad alta voce di ogni giorno, senza sostituirla.

  • Ascoltare audiolibri aiuta a leggere meglio?

    Aiuta a capire meglio quello che leggerà, perché porta parole e frasi nuove. Da solo non rende la lettura più scorrevole: per quella serve leggere. Ascoltare seguendo il testo sul libro mette insieme le due cose: la voce dà il ritmo, gli occhi lavorano sulle parole.

  • Un bambino con dislessia può usare gli audiolibri?

    Sì. Tra gli strumenti compensativi, le Linee guida sui DSA del 2011 citano la sintesi vocale, che «trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto», e per le lingue straniere gli audiolibri. Se ne parla con la scuola nel piano didattico personalizzato, mentre il lavoro sulla lettura continua.

  • Meglio un audiolibro o una storia letta da un genitore?

    Fanno cose simili: tutti e due portano storie e parole sopra il livello del bambino. Con te, però, ci si può fermare, spiegare una parola, ridere insieme e parlarne alla fine. L'audiolibro è comodo quando non puoi leggere tu, per esempio in macchina.

  • L'audiolibro vale per le letture estive assegnate dalla maestra?

    Dipende dalla maestra: chiedile se il libro va letto sulla carta o se l'audiolibro può affiancarlo. Una via di mezzo è ascoltare seguendo il testo sul libro: la storia scorre, e intanto gli occhi fanno il loro esercizio.

Leggi anche

Scopri di più su Readigo

Prova Readigo per un mese →

9,99 €/mese o 69,99 €/anno, IVA inclusa. Disdici quando vuoi.