Mio figlio odia leggere: esiste un'app che lo aiuti?

In breve: Può aiutare, ma solo se l'app risponde al motivo per cui non vuole leggere. Se leggere gli costa fatica, aiuta leggere ad alta voce pochi minuti al giorno con un riscontro paziente. Se si annoia, servono libri scelti da lui, più di un'app. Se in prima o in seconda la lettura non si è ancora sciolta, viene prima il lavoro della scuola. Sempre meglio sessioni brevi, con te accanto, e mai la lettura come punizione.

Esempio dall'app

Cosa sente l'app in un breve brano

La demo parte da sola. Il brano si illumina parola per parola, come fa l'app quando segue un bambino che legge ad alta voce, e rallenta dove chi legge inciampa. Il testo è in inglese, come oggi le storie di Readigo; quelle in italiano sono in arrivo.

In ascolto

Milo the fox found a red kite stuck high in the old oak tree, and he tugged until it came free.

Le parole difficili si segnano in arancione.

Prima capisci perché non vuole leggere

Un bambino che dice «odio leggere» di rado odia le storie. Più spesso leggere è diventato faticoso, noioso o legato a un brutto momento: la lettura davanti alla classe, i compiti della sera che finiscono in lacrime. La fatica pesa più di quanto si pensi: secondo l'ISTAT, il 19,6% dei bambini di 6–10 anni che non leggono libri lo spiega con «non saper leggere o leggere male».

Di solito i casi sono tre. La fatica: legge lento, si vergogna di leggere ad alta voce, si stanca dopo poche righe. La noia: legge abbastanza bene, ma i libri che ha in casa sono troppo facili, troppo infantili o troppo «di scuola». Una lettura non ancora sciolta: in prima e in seconda capita che le sillabe non si uniscano ancora con sicurezza, e ogni parola nuova diventa un ostacolo.

Ogni caso chiede una risposta diversa. Un mese con l'app sbagliata costa soldi e conferma a tuo figlio che leggere non fa per lui. Se il problema è la fatica, la pagina mio figlio legge male ti aiuta a capire di che tipo di difficoltà si tratta.

Prima dell'app: scelta, tempi brevi, lettura insieme

Lascia scegliere lui. Fumetti, libri sugli animali, una rivista di calcio: conta tutto quello che legge per piacere. Perfino le nuove Indicazioni nazionali chiedono alla scuola di evitare, dopo la lettura di un libro, «forme coercitive di rielaborazione scritta o “scheda”».

Portalo in biblioteca. Scegliere da solo tra gli scaffali, sapendo che un libro che non gli piace si può riportare indietro senza finirlo, toglie pressione. In biblioteca sanno anche consigliare serie e fumetti adatti alla sua età.

Dagli un motivo per leggere. Le istruzioni di un gioco da tavolo, la ricetta della torta da fare insieme, il biglietto di un nonno: la lettura che serve a qualcosa pesa meno di quella assegnata.

Pochi minuti, ogni giorno. Meglio dieci minuti che finiscono mentre va ancora bene che mezz'ora imposta. La lettura usata come punizione rende la resistenza più forte.

Leggete insieme, anche a turno. Una pagina tu, una lui. E continua a leggergli storie sopra il suo livello: in una revisione di studi del 2021, il gruppo di Federico Batini (Università di Perugia) ha trovato che in alcune ricerche la lettura ad alta voce, oltre alla comprensione, tocca anche la motivazione e lo «sviluppo di un atteggiamento positivo nei confronti della lettura». Chi deve leggere e quando lo spieghiamo in lettura ad alta voce: deve leggere il genitore o il bambino?

Loda l'impegno, non la velocità, e niente confronti con fratelli, cugini o compagni di classe.

Che cosa deve fare un'app per un bambino che non ama leggere

Se il problema è la fatica, un'app può togliere il pubblico: niente compagni che aspettano, niente adulti che correggono a ogni parola. Deve però far leggere lui, ad alta voce, e rispondere con pazienza: segnalare le parole da ripassare senza rimproveri, incoraggiarlo quando la lettura scorre, proporre testi al suo livello che si possano rileggere.

Deve anche partire dai suoi gusti: se ama i fumetti, cerca storie a vignette da leggere ad alta voce; se va matto per i dinosauri, il calcio o i cavalli, controlla prima di pagare che l'app abbia storie su quello. Diffida invece delle app che sono quasi tutte gioco: per un bambino che odia leggere sono il modo perfetto per non leggere. Evita anche i livelli infiniti, la pubblicità e le monete o i premi da comprare.

Sul tempo, i pediatri della SIP ricordano che «la presenza e l'esempio degli adulti restano la prima forma di prevenzione digitale». Un'app di lettura va usata in un orario fisso, con te nei paraggi, e accanto resta il libro da leggere insieme. Dai a ogni scelta almeno un mese di sessioni brevi prima di giudicarla, senza cambiare app ogni due settimane.

Se la fatica non passa

Se tuo figlio è in prima o in seconda e la lettura non si è ancora sciolta, un'app non è il primo passo. Servono pochi minuti al giorno con te, testi molto facili e il tuo aiuto a unire le sillabe, come fa la maestra. Chiedile come lo aiutano in classe quando si blocca su una parola, e fate lo stesso a casa.

Se invece leggere gli costa moltissimo e la difficoltà resta per mesi nonostante l'esercizio, a qualunque età, parlane con la maestra e con il pediatra senza aspettare il colloquio successivo. In prima leggere piano e a sillabe è normale, e la diagnosi di dislessia, come ricorda l'AID, non si fa prima della fine della seconda primaria. Quali segnali osservare lo trovi in segnali di dislessia in prima e seconda elementare.

Readigo non è uno strumento diagnostico né riabilitativo; per un dubbio rivolgiti al pediatra, a un logopedista o al servizio di neuropsichiatria infantile.

Readigo: dove può servire e dove no

Readigo è un'app iOS per bambini dai 6 ai 12 anni. Tuo figlio legge ad alta voce una storia in inglese, il draghetto Igo ascolta senza sgridarlo, l'app dà un punteggio a ogni frase e segna le parole su cui ha inciampato. Per chi ama i fumetti c'è la Modalità Manga. I risultati li vedi nell'app quando vuoi. Per ora l'app è in inglese, storie comprese; l'italiano è in arrivo.

Oggi quindi Readigo non aiuta un bambino che odia leggere in italiano: lì servono i libri giusti, la scuola e il tuo tempo. Può servire se tuo figlio si blocca soprattutto in inglese, o se vuoi aggiungere qualche minuto di lettura ad alta voce in inglese senza pubblico. Se fa già molta fatica in italiano, chiedi prima alla maestra se conviene aggiungere altra lettura. Come funziona.

Fonti: ISTAT, Libri e biblioteche, anni 2024–2025 (9 luglio 2026); Batini, Brizioli, Mancini, Susta e Scierri (2021), Lettura e comprensione: Una revisione sistematica della letteratura; Tecnica della Scuola (10 dicembre 2025), nuove Indicazioni nazionali; Dire, le raccomandazioni della SIP sul digitale (20 novembre 2025); AID, La diagnosi.

Domande correlate

  • Mio figlio non vuole leggere: cosa posso fare?

    Prima cerca di capire il motivo: fatica, noia o una lettura non ancora sciolta. Poi lascia che scelga lui cosa leggere, anche fumetti, punta su pochi minuti al giorno, leggete a turno e continua a leggergli tu. Evita la lettura come punizione e i confronti con altri bambini.

  • Un'app di lettura può far venire voglia di leggere?

    Può aiutare, se fa leggere tuo figlio ad alta voce su testi al suo livello, con un riscontro paziente e sessioni brevi. Da sola non basta: la voglia di leggere cresce soprattutto con libri scelti da lui e con la lettura insieme a te.

  • I fumetti contano come lettura?

    Sì. Un fumetto letto per piacere è lettura a tutti gli effetti, e per molti bambini che rifiutano i libri è la porta d'ingresso. Accanto ai fumetti tieni anche libri con testo continuo, magari sugli stessi argomenti o con gli stessi personaggi che lo appassionano.

  • Quanto ci vuole perché torni a leggere volentieri?

    Un tempo fisso non c'è: dipende dal bambino e dal motivo per cui leggere è diventato pesante. Dai a ogni cambiamento almeno un mese di sessioni brevi e regolari prima di giudicarlo, e non cambiare metodo o app ogni due settimane.

  • Odiare leggere può essere un segnale di dislessia?

    Da solo no. Ma se leggere gli costa moltissimo e la difficoltà resta per mesi nonostante l'esercizio, parlane con la maestra e con il pediatra. Secondo l'AID, la diagnosi di dislessia si può fare alla fine della seconda primaria, ed è compito degli specialisti.

Esiste un'app che ascolta il bambino mentre legge ad alta voce?Lettura ad alta voce: deve leggere il genitore o il bambino?Quanto deve leggere ad alta voce un bambino ogni giorno?Per approfondire →
Prova Readigo per un mese →

9,99 €/mese o 69,99 €/anno, IVA inclusa. Disdici quando vuoi.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-27.