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Pagella della primaria: i giudizi sintetici e che cosa dicono davvero sulla lettura

Di La redazione di Readigo · 2026-10-21 · 12 min di lettura

In breve

Dal 2024/25 la pagella della primaria dà un solo giudizio sintetico per materia: ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente o non sufficiente. «Italiano: buono» vale per tutta la materia (ascolto e parlato, lettura, scrittura, lessico, grammatica), quindi sulla lettura dice poco. Di solito la pagella compare sul registro elettronico tra fine gennaio e metà febbraio, poi a giugno. Per sapere come legge tuo figlio, chiedi alla maestra esempi concreti e a casa ascoltalo leggere una pagina già vista e una nuova.

Che cosa sono i giudizi sintetici e da quando ci sono

I giudizi sintetici sono le sei voci con cui la pagella della scuola primaria valuta ogni materia: ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente e non sufficiente. A ciascuna corrisponde una descrizione scritta dal Ministero, uguale in tutte le scuole. Li ha riportati in pagella la legge 150 del 2024, che ha modificato il decreto legislativo 62/2017 sulla valutazione: «a decorrere dall'anno scolastico 2024/2025» la valutazione della primaria, educazione civica compresa, «è espressa con giudizi sintetici correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti». Le regole pratiche sono nell'ordinanza ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025, che nell'Allegato A descrive i sei giudizi. Il primo anno è partito a metà: nel 2024/25 i nuovi giudizi si sono usati dal secondo quadrimestre. Prima, dal 2020/21, la primaria usava un giudizio descrittivo con quattro livelli: avanzato, intermedio, base e in via di prima acquisizione (ordinanza ministeriale 172/2020). Quei livelli si davano ai singoli obiettivi di apprendimento di ogni materia. Adesso, per l'italiano, la parola è una sola. Nella stessa pagella trovi anche il comportamento, valutato dalle maestre «con un giudizio sintetico» (D.Lgs. 62/2017, art. 2, c. 5), e una nota a parte per religione cattolica o per l'attività alternativa (per chi le frequenta), sull'interesse del bambino e su quanto ha imparato. Il giudizio non lo decide una maestra da sola. La valutazione è «effettuata collegialmente dai docenti contitolari della classe» (art. 2, c. 3), secondo i criteri che il collegio dei docenti fissa e inserisce nel PTOF, il piano triennale dell'offerta formativa della scuola (art. 1, c. 2). Se vuoi capire come la tua scuola arriva a un giudizio, è quello il documento da leggere: è pubblico, perché la legge 107/2015 (art. 1, c. 17) lo fa pubblicare nel portale unico dei dati della scuola, e spesso lo trovi anche sul sito dell'istituto.

Esempio dall'app

Cosa sente l'app in un breve brano

La demo parte da sola. Il brano si illumina parola per parola, come fa l'app quando segue un bambino che legge ad alta voce, e rallenta dove chi legge inciampa. Il testo è in inglese, come oggi le storie di Readigo; quelle in italiano sono in arrivo.

In ascolto

Milo the fox found a red kite stuck high in the old oak tree, and he tugged until it came free.

Le parole difficili si segnano in arancione.

Quando arriva la pagella e dove la trovi

La data cambia da scuola a scuola. Per legge l'anno scolastico «può essere suddiviso, ai fini della valutazione degli alunni, in due o tre periodi su deliberazione del collegio dei docenti» (D.Lgs. 297/1994, art. 74, c. 4): due quadrimestri o tre trimestri, a scelta della scuola. Alla fine di ogni periodo le maestre si riuniscono per lo scrutinio e decidono i giudizi. Con i quadrimestri la pagella arriva due volte l'anno. La prima è «resa pubblica sul registro elettronico solitamente tra la fine di gennaio e metà febbraio», la seconda arriva «entro la metà di giugno, al termine degli scrutini di fine anno» (Virgilio Sapere, marzo 2025). Il giorno preciso lo decide la scuola e lo comunica con una circolare o un avviso sul registro. Quando la apri, scaricala e conservala: a giugno ti servirà per il confronto. Prima di guardare le singole materie, controlla se c'è il giudizio globale, la parte in cui le maestre descrivono a parole i progressi di tuo figlio. Per legge la valutazione «è integrata dalla descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto» (D.Lgs. 62/2017, art. 2, c. 3). Cercalo nella pagella o chiedi alla maestra dove è riportato: sulla lettura può dirti più della riga «Italiano».

I sei giudizi sintetici, parola per parola

Ecco le descrizioni dell'Allegato A all'ordinanza 3/2025, dal giudizio più alto al più basso. Sono le stesse per ogni materia, dall'italiano alla matematica. - Ottimo. «L'alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale. Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.» - Distinto. «L'alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi anche difficili. Si esprime correttamente, con proprietà di linguaggio e capacità di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.» - Buono. «L'alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi. Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.» - Discreto. «L'alunno svolge e porta a termine le attività con parziale autonomia e consapevolezza. È in grado di utilizzare alcune conoscenze, abilità e competenze per svolgere compiti e risolvere problemi non particolarmente complessi. Si esprime correttamente, con un lessico semplice e adeguato al contesto.» - Sufficiente. «L'alunno svolge le attività principalmente sotto la guida e con il supporto del docente. È in grado di applicare alcune conoscenze e abilità per svolgere semplici compiti e problemi, solo se già affrontati in precedenza. Si esprime con un lessico limitato e con qualche incertezza.» - Non sufficiente. «L'alunno non riesce abitualmente a svolgere le attività proposte, anche se guidato dal docente. Applica solo saltuariamente conoscenze e abilità per svolgere alcuni semplici compiti. Si esprime con incertezza e in maniera non adeguata al contesto.» A leggerle una sotto l'altra, da un gradino all'altro cambiano poche parole: quanta autonomia ha il bambino, se affronta anche situazioni nuove o solo quelle già viste, quanto gli serve l'aiuto della maestra. Tra buono e discreto, per esempio, compare «parziale» davanti ad autonomia e consapevolezza, le conoscenze diventano «alcune» e i problemi «non particolarmente complessi». Nessuna descrizione parla di lettura, di velocità o di errori.

Cosa può voler dire ogni giudizio per la lettura

Il giudizio di italiano non è un livello di lettura e non misura la velocità. Può però darti un indizio, da verificare con la maestra e a casa. Nella tabella, accanto a ogni giudizio, trovi le parole chiave della descrizione ministeriale, che cosa possono indicare per la lettura e una domanda da fare alla maestra.

GiudizioDescrizione ministerialeCosa può voler dire per la letturaCosa chiedere alla maestra
OttimoAutonomia e consapevolezza, anche in «situazioni complesse e non proposte in precedenza»Legge con sicurezza anche testi mai visti e sa raccontarli con parole sue.«C'è un aspetto della lettura su cui può crescere ancora, per esempio l'espressione?»
DistintoAutonomia e consapevolezza, «riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse»Legge bene e capisce anche testi lunghi. Il passo che manca può riguardare la lettura o un'altra parte dell'italiano.«Che cosa manca per arrivare a ottimo? Riguarda la lettura?»
BuonoPorta a termine le attività «con autonomia e consapevolezza»Legge da solo i testi della classe. Non dice se legge ancora a sillabe o in modo scorrevole.«La lettura ad alta voce è allo stesso livello del resto dell'italiano?»
Discreto«Con parziale autonomia e consapevolezza»Davanti a un testo nuovo ha ancora bisogno di aiuto, per leggerlo o per capirlo. Il punto debole però può anche essere la scrittura.«In quale parte dell'italiano ha avuto bisogno di più aiuto?»
Sufficiente«Principalmente sotto la guida e con il supporto del docente», compiti semplici «solo se già affrontati in precedenza»Legge meglio i brani già visti in classe; su quelli nuovi si ferma spesso.«Quando legge da solo un brano mai visto, che cosa succede?»
Non sufficiente«Non riesce abitualmente a svolgere le attività proposte, anche se guidato dal docente»Leggere gli costa fatica anche con l'aiuto della maestra. Conviene parlarne subito.«Che cosa farà la scuola adesso, e quando ne riparliamo?»

La terza colonna va presa con prudenza: sono ipotesi da verificare. Un bambino con «discreto» può leggere molto bene e perdere terreno nei dettati, uno con «distinto» può leggere ancora piano. Da dove viene il giudizio lo sanno le maestre.

Perché «Italiano: buono» dice poco sulla lettura

Nelle Indicazioni nazionali del 2012, il testo su cui le scuole costruiscono il loro curricolo, gli obiettivi di italiano della primaria sono divisi in cinque parti: - ascolto e parlato; - lettura; - scrittura; - acquisizione ed espansione del lessico ricettivo e produttivo; - elementi di grammatica esplicita e riflessione sugli usi della lingua. La lettura è una delle cinque. Tra gli obiettivi di fine terza, per esempio, c'è «padroneggiare la lettura strumentale (di decifrazione) sia nella modalità ad alta voce, curandone l'espressione, sia in quella silenziosa», insieme alla comprensione di testi di tipo diverso. Il giudizio di italiano mette insieme tutto questo con i dettati, i pensierini, i racconti fatti a voce e gli esercizi di grammatica. Così due bambini con lo stesso giudizio possono leggere in modo molto diverso. Marco scrive i dettati quasi senza errori, ma ad alta voce legge ancora sillaba per sillaba. Giulia legge spedita e sbaglia le doppie quando scrive. In pagella tutti e due possono avere «buono». Le nuove Indicazioni nazionali (D.M. 221/2025) entrano nella primaria gradualmente, a partire dalle classi prime. Il giudizio in pagella, però, resta uno per tutto l'italiano.

Come legge davvero: cosa chiedere alla maestra e cosa osservare a casa

La pagella da sola non dice di più, ma la scuola è tenuta a comunicare la valutazione in modo chiaro: la legge le chiede «modalità di comunicazione efficaci e trasparenti in merito alla valutazione» (D.Lgs. 62/2017, art. 1, c. 5). Se la scuola organizza un incontro per consegnare la pagella, approfittane; altrimenti chiedi un appuntamento o porta le domande ai colloqui di aprile. Cinque domande sulla pagella 1. Il giudizio di italiano da che cosa nasce? La lettura pesa quanto la scrittura e la grammatica? 2. Se guardate solo la lettura, è sopra o sotto il giudizio che gli avete dato? 3. Su che cosa vi siete basate per la lettura: letture ad alta voce in classe, domande di comprensione, prove di lettura? 4. Che cosa dovrebbe migliorare nella lettura per arrivare al giudizio successivo? 5. Se il giudizio è cambiato rispetto alla pagella precedente, dipende dalla lettura? Se a scuola hanno fatto prove di lettura come le prove MT, chiedi anche quei risultati: qui spieghiamo che cosa sono e come leggere le fasce. Le domande più generali sulla lettura, una per una, e il modo di interpretare le risposte sono in Colloqui con la maestra: cosa chiedere sulla lettura. A casa bastano cinque minuti. Fai leggere a tuo figlio ad alta voce due pagine del libro di lettura: una già vista in classe e una nuova. Non correggerlo, ascolta e basta. Se la pagina conosciuta va molto meglio dell'altra, legge bene ciò che ha già incontrato e fatica ancora davanti a un testo nuovo, che è proprio quello che la pagella non ti dice. Se vuoi un numero da seguire nel tempo, il calcolatore delle sillabe al secondo ti guida con un brano mai letto e un cronometro, e tiene gli errori a parte: ripeti la misura ogni tre o quattro settimane, sempre nelle stesse condizioni. E se ti sembra che legga con molta fatica, la pagina Mio figlio legge male spiega cosa è normale classe per classe.

«Non sufficiente» in italiano: che cosa succede adesso

È il giudizio più basso: secondo l'Allegato A, l'alunno «non riesce abitualmente a svolgere le attività proposte, anche se guidato dal docente». Fa paura leggerlo, ma non significa che tuo figlio ripeterà l'anno. Il decreto legislativo 62/2017 (art. 3) dice tre cose: - i bambini della primaria passano alla classe successiva «anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione»; - in quel caso la scuola «attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento»; - le maestre possono non ammettere un bambino alla classe successiva solo «con decisione assunta all'unanimità» e «solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione». La domanda da fare, quindi, è che cosa farà la scuola e da quando. Non aspettare aprile: chiedi un colloquio subito dopo la pagella, porta quello che hai sentito leggendo con lui a casa e fatti dire quali attività sono previste, chi le segue e quando ne riparlate. Un giudizio basso in italiano non è una diagnosi. Se però la lettura resta molto faticosa nonostante l'esercizio regolare, parlane con la maestra e con il pediatra. I segnali da tenere d'occhio nei primi due anni sono raccolti in Segnali di dislessia in prima e seconda elementare. Readigo non è uno strumento diagnostico né riabilitativo; per un dubbio rivolgiti al pediatra, a un logopedista o al servizio di neuropsichiatria infantile.

Anche l'inglese ha il suo giudizio

In pagella l'inglese ha un giudizio sintetico come le altre materie, e anche lì la lettura non ha una riga a parte. In inglese tante parole si scrivono in un modo e si leggono in un altro, così un bambino che in italiano legge sicuro può inciampare appena cambia lingua. Se vuoi che legga ad alta voce anche in inglese, c'è Readigo, un'app iOS per bambini dai 6 ai 12 anni: tuo figlio legge una storia in inglese, l'app dà un punteggio a ogni frase e segna le parole su cui ha inciampato. I risultati li trovi nell'app quando vuoi. Per ora l'app è in inglese, storie comprese; l'italiano è in arrivo. Come funziona.

Da febbraio ad aprile: cosa fare a casa

La pagella del primo quadrimestre arriva di solito a febbraio, i colloqui di primavera ad aprile: in mezzo ci sono circa due mesi, il tempo giusto per lavorare con calma. Comincia dalla pagella stessa. Guardatela insieme senza drammi, chiedi a tuo figlio che cosa pensa lui della lettura e trova una cosa precisa da lodare: «Adesso ti fermi ai punti». Poi prendete una piccola abitudine: dieci minuti al giorno di lettura ad alta voce, lui che legge e tu che ascolti, sempre alla stessa ora, dopo cena o prima di dormire. Ogni tanto fagli rileggere un brano che ha già letto la sera prima. La seconda volta di solito inciampa meno e se ne accorge da solo, ed è un modo semplice per fargli sentire che sta migliorando. Scegli libri facili, quelli in cui si blocca su poche parole per pagina. Per chi è in prima o in seconda vanno bene le collane per chi comincia, come la Serie Bianca del Battello a Vapore, dedicata alle «prime letture in autonomia». Con un libro troppo difficile si rischia di fargli passare la voglia. Una volta a settimana scrivi su un quaderno che cosa ha letto e come è andata. Ad aprile porterai alla maestra due mesi di appunti invece di un'impressione, e la domanda «la lettura è migliorata?» avrà già una mezza risposta.

Fonti

Domande frequenti

  • Quando esce la pagella alla scuola primaria?

    Dipende dalla scuola, che divide l'anno in due quadrimestri o tre trimestri. Con i quadrimestri, la prima pagella compare di solito sul registro elettronico tra fine gennaio e metà febbraio, la seconda entro metà giugno, dopo gli scrutini. Il giorno preciso lo comunica la scuola.

  • Quali sono i giudizi sintetici della scuola primaria?

    Sono sei, dal più alto al più basso: ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente e non sufficiente. Dal 2024/25 sostituiscono i quattro livelli usati dal 2020/21 (avanzato, intermedio, base, in via di prima acquisizione). Ogni giudizio ha una descrizione ministeriale, uguale per tutte le materie.

  • Cosa significa «discreto» in pagella alla primaria?

    Secondo la descrizione ministeriale, con «discreto» l'alunno «svolge e porta a termine le attività con parziale autonomia e consapevolezza» e affronta compiti «non particolarmente complessi». In italiano vale per tutta la materia: lettura, scrittura e grammatica insieme. Per sapere dove sta il punto debole, chiedi alla maestra.

  • Nella pagella della primaria c'è un voto per la lettura?

    No. Dal 2024/25 la pagella dà un solo giudizio sintetico per materia, e quello di italiano comprende ascolto e parlato, lettura, scrittura, lessico e grammatica. Per sapere come legge tuo figlio, chiedi alla maestra esempi concreti e ascoltalo leggere ad alta voce a casa.

  • Con «non sufficiente» si può essere bocciati alla primaria?

    Solo in casi eccezionali. Per legge i bambini della primaria passano alla classe successiva anche con livelli di apprendimento parzialmente raggiunti, e la scuola deve attivare strategie per migliorarli. La non ammissione richiede una specifica motivazione e la decisione unanime delle maestre (D.Lgs. 62/2017, art. 3).

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