Prove MT alla primaria: cosa sono e cosa vogliono dire le fasce RII, RA, PS e CCR
Di La redazione di Readigo · 2026-10-21 · 12 min di lettura
In breve
Le prove MT (Cornoldi e colleghi, Giunti) sono prove di lettura standardizzate per la scuola primaria e media. Tuo figlio legge ad alta voce un brano mentre l'insegnante cronometra, poi risponde a domande su un altro testo. Correttezza, rapidità e comprensione hanno ciascuna una fascia: RII, RA, PS o CCR. Non c'è un obbligo nazionale di farle e il risultato non è una diagnosi: dopo una fascia RA o RII arrivano di solito attività mirate in classe e una nuova verifica.
Che cosa sono le prove MT
Le prove MT sono prove di lettura standardizzate: misurano separatamente quanto un bambino legge in modo corretto, quanto velocemente e quanto capisce, e confrontano ogni risultato con quello dei bambini della stessa classe nello stesso periodo dell'anno. Le hanno ideate Cesare Cornoldi e colleghi, e le pubblica Giunti. Nel tempo ne sono uscite diverse edizioni. Quella che usano gli specialisti, per esempio psicologi e logopedisti, si chiama Prove MT-3 Clinica: è del 2017, con un'edizione aggiornata nel 2023, e ha protocolli che vanno dalla fine della prima primaria alla terza media. A scuola le insegnanti possono usare le prove MT oppure altre prove di lettura, secondo il protocollo della regione e le scelte dell'istituto. Quando la maestra ti dice «abbiamo fatto le prove MT», di solito intende questo: in un giorno stabilito ha chiamato i bambini uno alla volta a leggere un brano ad alta voce, e in un altro momento ha fatto leggere a ciascuno un testo con le domande di comprensione. Se ti parla di una sigla, per esempio «RA», è il risultato di quel giorno. Alle insegnanti serve per capire quali bambini hanno bisogno di più esercizio, e su che cosa.
Esempio dall'app
Cosa sente l'app in un breve brano
La demo parte da sola. Il brano si illumina parola per parola, come fa l'app quando segue un bambino che legge ad alta voce, e rallenta dove chi legge inciampa. Il testo è in inglese, come oggi le storie di Readigo; quelle in italiano sono in arrivo.
Milo the fox found a red kite stuck high in the old oak tree, and he tugged until it came free.
Le parole difficili si segnano in arancione.
Correttezza, rapidità e comprensione, una per una
La prova di correttezza. Tuo figlio legge ad alta voce un brano scelto per la sua classe e per quel momento dell'anno. L'insegnante segue il testo su una copia e segna gli errori: una parola letta male, una sillaba saltata, una parola indovinata invece che letta. Alla fine li conta. La consegna non mette fretta. Nel protocollo della versione clinica l'esaminatore spiega al bambino che guarderà il tempo con il cronometro, «ma non ti preoccupare troppo di andare veloce», e che gli interessa che legga «meglio che puoi, cioè facendo meno errori possibile e leggendo in modo scorrevole». La rapidità. Si ricava dalla stessa lettura. L'insegnante annota i secondi che tuo figlio ci ha messo e li mette in rapporto con le sillabe lette. Ne escono due numeri che dicono la stessa cosa: i secondi per sillaba e, facendo il conto al contrario, le sillabe al secondo. In Italia la velocità si conta in sillabe, perché le parole italiane hanno lunghezze molto diverse: «e» è una sillaba sola, «temperamatite» ne ha sei. La prova di comprensione. È separata e si fa su un altro testo. Questa volta tuo figlio legge da solo, «in maniera silente, cioè nella testa, oppure a bassa voce», come dice la consegna, senza limiti di tempo, e può tornare sul brano tutte le volte che vuole. Poi risponde a domande a scelta multipla: quattro risposte possibili, una sola giusta. Qui conta solo se ha capito. Correttezza, rapidità e comprensione hanno ciascuna il suo punteggio e la sua fascia, quindi un bambino può uscirne con tre fasce diverse. Un esempio: PS nella correttezza, RA nella rapidità, CCR nella comprensione. In pratica: sbaglia poco e capisce, ma è ancora lento.
Perché correttezza e rapidità si guardano separatamente
Sono le stesse due parole della legge. Quando la legge 170/2010 definisce la dislessia, parla di una difficoltà nell'imparare a leggere che si vede «nella correttezza e nella rapidità della lettura» (art. 1, c. 2). Le prove MT guardano le stesse due cose e le tengono distinte. In parole semplici, sono due modi diversi di fare fatica: - lento ma corretto: le lettere le conosce e i suoni li unisce, ma ogni parola gli costa ancora tempo. Legge «ca-ra-mel-la» una sillaba alla volta, e alla fine la legge giusta; - veloce ma impreciso: va spedito e intanto sbaglia. Indovina la fine delle parole e salta le doppie. Ai due bambini servono aiuti diversi. Al primo serve leggere tanto, su testi facili, finché le parole non si riconoscono al volo. Al secondo serve rallentare e guardare ogni parola fino in fondo, magari tornando con la maestra su doppie e digrammi. Per questo le fasce sono due: ti dicono su che cosa lavorare.
Quando si fanno e se sono obbligatorie
Nessuna legge impone le prove MT in tutte le scuole italiane. La legge 170/2010 dà però alle scuole un compito preciso: attivare «interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA», sulla base dei protocolli regionali, e farlo «previa apposita comunicazione alle famiglie interessate» (art. 3, c. 3). Quale prova usare, e quando, lo decide ogni scuola dentro il protocollo della sua regione. In Veneto, per esempio, secondo la rilevazione dell'Ufficio scolastico regionale sul 2025/26, l'84,4% delle istituzioni scolastiche che hanno risposto alla rilevazione fa ogni anno uno screening per accorgersi presto delle difficoltà di apprendimento, nelle prime due classi della primaria. Anche il periodo dell'anno cambia da scuola a scuola, e con il periodo cambiano le tabelle che servono a leggere il risultato. Nella versione clinica, per esempio, la seconda ha due protocolli distinti, uno di «ingresso» e uno di «uscita», cioè per l'inizio e per la fine dell'anno. La stessa velocità di lettura può quindi valere una fascia a inizio anno e un'altra a fine anno, perché nel frattempo ci si aspetta che i bambini leggano meglio. Se l'avviso alle famiglie ti è sfuggito, chiedi alla maestra in che periodo si fanno le prove e come ti comunicheranno i risultati.
Prove MT, prove INVALSI e pagella: che differenza c'è
In seconda tuo figlio può incontrarle tutte e tre nello stesso anno, e capita di confonderle. Misurano cose diverse e servono a persone diverse.
| Prove MT | Prove INVALSI | Pagella | |
|---|---|---|---|
| Chi le fa | Le insegnanti, se il protocollo regionale o la scuola le prevede; nella versione clinica, uno specialista | Le prepara l'INVALSI, l'istituto nazionale di valutazione; le svolgono tutte le classi seconde e quinte d'Italia | Le insegnanti della classe |
| Quando | Soprattutto in prima e in seconda, nei periodi scelti dalla scuola | A maggio; nel 2026 la prova di italiano si è svolta il 6 maggio | A fine primo quadrimestre, di solito a febbraio, e a fine anno |
| Che cosa misura | Correttezza e rapidità nella lettura ad alta voce, comprensione di un testo letto da solo | Italiano e matematica; in quinta anche inglese | Un giudizio sintetico per ogni disciplina, da «ottimo» a «non sufficiente»; quello di italiano vale per lettura, scrittura e grammatica insieme |
| Chi vede il risultato | Le insegnanti; la famiglia può chiedere le fasce, e se le difficoltà restano la scuola deve comunicarlo | I dati d'insieme sono pubblici ed escono a luglio nel Rapporto nazionale: nel 2026 il 67% dei bambini di seconda ha raggiunto almeno il livello base in italiano | La famiglia, in molte scuole sul registro elettronico |
Per questo una fascia RA nelle prove MT e un «buono» in italiano in pagella possono convivere senza contraddirsi. La pagella guarda tutta la materia, la prova MT un pezzo preciso della lettura. Che cosa dice il giudizio di italiano sulla lettura lo spieghiamo nella guida ai giudizi sintetici della pagella.
Le quattro fasce: RII, RA, PS e CCR
Il punteggio grezzo di ogni prova (gli errori, il tempo per sillaba, le risposte giuste) viene confrontato con le tabelle del manuale, e da lì si ricava la fascia. Le fasce sono quattro, dalla più bassa alla più alta. RII, Richiesta di Intervento Immediato. Il risultato è molto più basso di quello che ci si aspetta in quella classe e in quel periodo. Per la scuola vuol dire cominciare subito un lavoro mirato, senza aspettare la prova successiva. Per te vuol dire parlarne presto con la maestra. RA, Richiesta di Attenzione. Il risultato è sotto quello della maggior parte dei coetanei. Va seguito nei mesi successivi, con un po' di esercizio in più in classe e a casa, e di solito con una nuova verifica. PS, Prestazione Sufficiente. Il risultato rientra in quello che ci si aspetta. Attenzione al nome: questo «sufficiente» non ha niente a che vedere con il giudizio «sufficiente» della pagella, che nella descrizione ministeriale indica un alunno che svolge le attività «principalmente sotto la guida e con il supporto del docente». Nelle prove MT, PS vuol dire che va bene così. CCR, Criterio Completamente Raggiunto. Il risultato è in linea con le attese o migliore. Non serve fare niente di speciale, se non continuare a leggere. Le soglie tra una fascia e l'altra stanno nelle tabelle del manuale (nella versione clinica, l'Appendice C), non nei protocolli, e cambiano con la classe e con il momento dell'anno. I protocolli avvertono anche che il libretto «non è in alcun modo riproducibile» senza l'autorizzazione dell'editore. Una tabella di soglie trovata in rete può riferirsi a un'altra edizione o a un'altra classe. Per leggere il risultato di tuo figlio, chiedi alla maestra. Una fascia, poi, fotografa un giorno solo: un bambino stanco o agitato quella mattina può andare peggio del solito. Per questo conta la verifica successiva.
Mio figlio è in RA o in RII: che cosa succede adesso
Di solito i passi sono questi. 1. Lavoro mirato in classe. La scuola propone attività di recupero e di potenziamento sulla lettura. Il rapporto dell'Ufficio scolastico regionale per il Veneto le descrive come interventi «sistematici e intensivi», affidati a insegnanti formati. 2. Una nuova verifica. Dopo un periodo di lavoro le insegnanti controllano di nuovo come legge. Se migliora, si continua così. 3. Se le difficoltà restano. Qui la legge è precisa: per gli alunni che, «nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia» (legge 170/2010, art. 3, c. 2). 4. Pediatra e specialisti. Si comincia dal pediatra, che ti indica a chi rivolgerti per una valutazione. Due cose da tenere a mente. La prima: l'esito delle attività di individuazione fatte a scuola, dice la legge, «non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA» (art. 3, c. 3). La seconda: secondo l'AID (Associazione Italiana Dislessia), la diagnosi di dislessia si può fare alla fine della seconda primaria. Prima di allora, con prestazioni «significativamente al di sotto dei valori normativi» nelle prove di lettura, le raccomandazioni cliniche sui DSA citate dall'Ufficio scolastico del Veneto indicano che «è tuttavia opportuno cominciare ad attivare interventi di recupero che coinvolgano la scuola e la famiglia». Non serve una diagnosi per cominciare ad aiutarlo. Quali segnali osservare, e perché per la diagnosi si aspetta la fine della seconda, lo trovi in Segnali di dislessia in prima e seconda elementare. Readigo non è uno strumento diagnostico né riabilitativo; per un dubbio rivolgiti al pediatra, a un logopedista o al servizio di neuropsichiatria infantile.
Posso chiedere i risultati?
Sì, e conviene farlo. Il momento naturale sono i colloqui, ma se la maestra ti segnala una fascia RA o RII puoi chiedere di vedervi prima. Chiedi: - la data della prova, per sapere se era di inizio o di fine anno; - la fascia di correttezza, rapidità e comprensione, una per una, non solo un giudizio complessivo come «è un po' indietro»; - che cosa hanno notato mentre leggeva, per esempio dove si bloccava o se si stancava. Chiedi che fasce e data siano scritte da qualche parte, sul diario o in un messaggio sul registro elettronico: alla verifica successiva potrai confrontarle e vedere se tuo figlio si è mosso. Le altre domande da fare sulla lettura sono in Colloqui con la maestra: cosa chiedere sulla lettura.
Perché non conviene allenarlo per le prove MT
Viene spontaneo: la prova si avvicina, allora a casa facciamo qualche brano con il cronometro. La prova però serve a vedere come tuo figlio legge un testo nuovo, in un giorno qualunque. Se un brano l'ha già provato tre volte, il risultato racconta quanto se lo ricorda. E se la fascia esce migliore della sua lettura vera, tuo figlio rischia di perdere proprio l'aiuto in più che la prova doveva fargli avere. Lo stesso vale per i brani che girano in rete come «prove MT da fare a casa»: lasciali stare. Quello che aiuta è più semplice e dura tutto l'anno: - un appuntamento fisso di lettura ad alta voce, dieci minuti dopo merenda o prima di dormire, con te accanto; - la stessa pagina più volte: la poesia del libro di lettura letta lunedì e riletta giovedì esce più sciolta, e le parole diventano automatiche a forza di ripassarle; - testi più facili di quelli di scuola, perché la velocità cresce leggendo tanto senza bloccarsi; per chi comincia a leggere da solo va benissimo un libro della Serie Bianca del Battello a Vapore; - la lettura a turno, una pagina tu e una lui, così la storia va avanti e lui non si stanca; - il cronometro solo ogni tanto, una volta ogni tre o quattro settimane, non tutte le sere. Altri consigli, classe per classe, in Mio figlio legge male: cosa è normale e cosa fare.
Misurare le sillabe al secondo a casa
Se vuoi seguire la velocità di tuo figlio nel tempo, puoi misurarla a casa con lo stesso calcolo delle prove MT, senza le loro tabelle. Scegli un brano adatto alla sua età che non ha mai letto e conta le sillabe. Poi cronometra la lettura ad alta voce, dalla prima all'ultima sillaba, e dividi le sillabe per i secondi. Gli errori annotali a parte, senza correggerlo mentre legge. Il calcolatore delle sillabe al secondo fa il conto per te e spiega come dividere le parole in sillabe. Ripeti ogni tre o quattro settimane con un brano simile e guarda se il numero sale. Tra le fonti pubbliche che abbiamo consultato, un valore di riferimento per la lettura di brani lo dà un articolo di Edizioni Dorotea (novembre 2025), e solo per la seconda: per i bambini con uno sviluppo tipico, una velocità media «tra le 2 e le 2,5 sillabe al secondo», con l'avvertenza che è un valore orientativo. L'articolo non dice in quale momento dell'anno, né in quale fascia MT rientrerebbe tuo figlio; per le altre classi non riportiamo numeri. Il numero che ottieni a casa serve a confrontare tuo figlio con se stesso, mese dopo mese. Per sapere come va rispetto ai compagni restano la prova della scuola e la maestra.
Readigo e le prove MT
Readigo non è una prova MT. È un'app iOS per bambini dai 6 ai 12 anni, pensata per l'esercizio quotidiano di lettura ad alta voce: tuo figlio legge una storia in inglese, l'app dà un punteggio a ogni frase e segna le parole su cui ha inciampato. Non misura le sillabe al secondo e non usa tabelle italiane: guarda come legge tuo figlio, frase per frase, senza confrontarlo con altri bambini. I risultati li vedi nell'app quando vuoi. Serve una connessione a internet. Per ora l'app è in inglese, storie comprese; l'italiano è in arrivo. L'inglese a scuola si studia dalla prima: se vuoi che tuo figlio legga ad alta voce anche in quella lingua, qui trovi come funziona.
Fonti
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170 - Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, artt. 1 e 3 (Normattiva)
- Giunti Psychometrics - Prove MT-3 Clinica, protocollo di notazione, classe 1ª primaria, uscita (consegne delle prove, fasce RII, RA, PS, CCR)
- Giunti Psychometrics - Prove MT-3 Clinica, protocollo di notazione, classe 2ª primaria, ingresso
- Giunti Psychometrics - Prove MT-3 Clinica, protocollo di notazione, classe 2ª primaria, uscita
- Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto - Gli alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento, rilevazione dati a.s. 2025–2026 (cap. 7, le azioni di screening nella scuola primaria)
- PARCC (2011) - Raccomandazioni cliniche sui DSA. Risposte a quesiti, documento d'intesa
- AID, Associazione Italiana Dislessia - La diagnosi (quando si può fare e a chi rivolgersi)
- Edizioni Dorotea, Emanuele Gagliardini (novembre 2025) - La lentezza nella lettura: quando preoccuparsi e quando no
- INVALSI - Comunicato stampa, prove INVALSI 2026 nella scuola primaria: la prova di Italiano nelle classi II e V (6 maggio 2026)
- INVALSI - Comunicato stampa, Rapporto nazionale INVALSI 2026 (16 luglio 2026)
- Allegato A all'O.M. n. 3 del 9 gennaio 2025 - Descrizione dei giudizi sintetici per la valutazione degli apprendimenti nella scuola primaria
- Docenti.it, Gabriella Capraro (18 giugno 2026) - Valutazione descrittiva scuola primaria: cosa cambia ora
- Il Battello a Vapore (Piemme) - Serie Bianca, prime letture in autonomia